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Lo sapevi che il traduttore in Italia è pagato poco?

Esatto.

Nel nostro Bel Paese la figura del traduttore è pagata intorno alle 12 euro a cartella (una cartella sono circa 2000 battute). In paesi come la Francia e la Germania queste figure sono pagate rispettivamente 30/33 euro e 20 euro a cartella.

Lo sapevi che non si traduce alla lettera?

Proprio così: una traduzione alla lettera non si fa! Tradurre è un lavoro continuo e incessante fatto di scelte, nonché la ricerca della chiave interpretativa di quel testo. Vi sarete senz’altro accorti come cambiano le traduzioni a seconda di chi le ha tradotte e della casa editrice, no?

Due casi famosi, sempre in discussione sono Harry Potter e Il Signore degli Anelli, chi ha letto le ultime traduzioni potrà confermare.

Lo sapevi che il lavoro del traduttore non è univoco?

Mi spiego meglio: non esiste un modo soltanto per tradurre, dipende da molti fattori e quello principale è la tipologia di testo. L’approccio del traduttore varia a seconda che abbia sotto il naso un testo di narrativa, un testo tecnico o scientifico.

Lo sapevi che bisogna stare attentissimi alle parole?

Non ditemi che la cosa vi stupisce! Quando traduciamo un testo non possiamo certo andare per assonanze, questo perché quello che va bene nella propria lingua madre non è detto che vada bene anche per la lingua di destinazione.

In gergo queste parole, o frasi, si chiamano “falsi amici”.

Consiglio libroso di Hitobito

Segnaliamo un testo edito da Einaudi, di Francis Ponge: Il partito preso delle cose, è un ottimo esempio di traduzione dove la chiave interpretativa gioca un ruolo importantissimo. In questa edizione è presente anche il testo originale a fronte, chi ha dimestichezza con il francese potrà cogliere meglio le varie sfumature della traduzione italiana.

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